- Prima regola: segui sempre le ordinanze del Comune e le indicazioni del gestore idrico.
- Bollitura: è il metodo più affidabile contro batteri, virus e parassiti: 1 minuto di bollore vivace, 3 minuti sopra i 2.000 metri.
- Cloro: funziona contro la maggior parte dei germi ma serve la dose giusta e un’attesa di almeno 30 minuti.
- Limite: nessun metodo domestico elimina in modo affidabile la contaminazione chimica: in quel caso non bere l’acqua.
Dopo un’alluvione, un guasto all’acquedotto o un terremoto può capitare che l’acqua del rubinetto continui a scorrere ma non sia più sicura da bere. Il Comune può emettere un avviso di bollitura o un divieto di uso potabile, e da quel momento serve sapere esattamente cosa fare.
In questa guida trovi i metodi per purificare l’acqua del rubinetto in casa, con le indicazioni di enti sanitari come OMS e CDC, una tabella di confronto, gli strumenti da tenere pronti e soprattutto i casi in cui l’acqua non va bevuta in nessun modo. Per la scorta d’acqua da preparare prima, leggi la guida su acqua di emergenza, stoccaggio e purificazione.
Prima di tutto: avviso di bollitura o divieto di uso potabile?
Le comunicazioni ufficiali non sono tutte uguali, e la differenza è importante.
- Avviso di bollitura: l’acqua può essere contaminata da microrganismi. Bollirla la rende sicura da bere e per cucinare.
- Divieto di uso potabile: l’acqua non va bevuta né usata per cucinare, spesso per motivi chimici o non ancora chiariti. La bollitura in questo caso non basta e può persino concentrare alcune sostanze.
Controlla il sito e i canali social del Comune e del gestore del servizio idrico, e segui le loro indicazioni anche su quando la situazione torna normale.
Metodo 1: la bollitura
È il metodo più semplice ed efficace contro batteri, virus e parassiti. OMS e CDC indicano di portare l’acqua a ebollizione vivace e mantenerla per 1 minuto; sopra circa 2.000 metri di quota, dove l’acqua bolle a temperatura più bassa, per 3 minuti.
- Se l’acqua è torbida, lasciala decantare e preleva la parte limpida, oppure filtrala con un panno pulito o un filtro da caffè.
- Portala a bollore vivace e mantienilo per 1 minuto.
- Lasciala raffreddare con il coperchio.
- Conservala in contenitori puliti e chiusi.
Per migliorare il sapore piatto dell’acqua bollita, travasala più volte da un contenitore pulito all’altro. Senza corrente puoi bollire l’acqua con un fornello da campeggio, sempre all’aperto o in un locale molto ben ventilato.
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Metodo 2: il cloro (candeggina)
Quando non puoi bollire, la disinfezione con cloro è l’alternativa più diffusa. Funziona contro la maggior parte di batteri e virus, ma è poco efficace contro alcuni parassiti come il Cryptosporidium.
Le dosi indicate dai CDC sono queste:
| Candeggina usata | Dose per 1 litro d’acqua limpida | Tempo di attesa |
|---|---|---|
| Ipoclorito di sodio al 5-9% | 2 gocce (circa 0,1 ml) | almeno 30 minuti |
| Ipoclorito di sodio all’1% | 10 gocce (circa 0,5 ml) | almeno 30 minuti |
| Acqua torbida, colorata o molto fredda | dose doppia | almeno 30 minuti |
Regole importanti:
- Usa solo candeggina semplice, senza profumi, addensanti o detergenti. Mai prodotti “gel” o igienizzanti multiuso.
- Controlla in etichetta la concentrazione. Molte candeggine in Italia riportano solo “meno del 5%”: se non conosci la concentrazione esatta, è più sicuro usare pastiglie potabilizzanti dosate per litro.
- Mescola bene, attendi almeno 30 minuti. Un leggero odore di cloro è normale e indica che il disinfettante è attivo.
- Misura con un contagocce pulito e dedicato solo a questo uso.
Metodo 3: pastiglie potabilizzanti
Le pastiglie sono pensate proprio per l’acqua da bere: ogni compressa è dosata per un certo volume, quindi si sbaglia meno che con la candeggina. Esistono a base di cloro, di biossido di cloro e di iodio. Secondo i CDC il biossido di cloro, usato correttamente, è efficace anche contro il Cryptosporidium, mentre cloro e iodio no. L’acqua trattata con iodio non è adatta in gravidanza, a chi ha problemi alla tiroide o ipersensibilità allo iodio, e non va usata per più di qualche settimana di seguito.
Segui sempre le istruzioni della confezione per dose e tempi di attesa, che possono variare molto da un prodotto all’altro.
Metodo 4: i filtri
I filtri portatili e da tavolo rimuovono sedimenti, batteri e parassiti in base alla dimensione dei pori. Secondo i CDC un filtro con pori di 1 micron o meno trattiene parassiti come Giardia e Cryptosporidium, e uno di 0,3 micron o meno anche i batteri. La maggior parte dei filtri portatili però non trattiene i virus: per questo è consigliato abbinare il filtro a una disinfezione chimica. Approfondisci nella guida al filtro per acqua portatile.
Attenzione: le caraffe filtranti da cucina servono a migliorare il gusto dell’acqua già potabile, non a renderla sicura in emergenza.
Confronto tra i metodi
| Metodo | Batteri | Virus | Parassiti | Sostanze chimiche |
|---|---|---|---|---|
| Bollitura | Sì | Sì | Sì | No |
| Cloro | Sì | Sì | Parziale | No |
| Biossido di cloro | Sì | Sì | Sì, con i tempi indicati | No |
| Filtro portatile | Sì, se 0,3 micron o meno | Di solito no | Sì, se 1 micron o meno | Solo alcuni modelli, in parte |
Base, consigliato, avanzato: cosa tenere in casa
| Livello | Kit | Costo indicativo |
|---|---|---|
| Base | Pentola con coperchio, filtri da caffè, contenitori puliti, fornello di riserva | 0-40 € |
| Consigliato | Base + pastiglie potabilizzanti + contagocce dedicato + tanica per alimenti | 20-50 € |
| Avanzato | Consigliato + filtro a gravità o portatile di qualità | 50-150 € |
Dosate per litro, sono più semplici e sicure della candeggina quando non conosci la concentrazione esatta.
Utile per trattare grandi quantità in casa; da abbinare a una disinfezione chimica contro i virus.
Compatto, adatto anche allo zaino di emergenza: controlla la dimensione dei pori dichiarata.
Come scegliere il metodo giusto ed errori da evitare
Se hai gas o un fornello, la bollitura resta la scelta più affidabile. Se non puoi bollire, usa pastiglie potabilizzanti o cloro a concentrazione nota. Il filtro è un ottimo alleato, soprattutto con acqua torbida, ma da solo di solito non basta contro i virus.
Quando non bere l’acqua in nessun caso: se c’è un divieto di uso potabile, se l’acqua ha odore di carburante o di prodotti chimici, se proviene da zone allagate con possibili scarichi industriali o agricoli. Nessun metodo domestico rende sicura un’acqua contaminata chimicamente: usa la scorta in bottiglia o i punti di distribuzione indicati dal Comune. Dopo un’alluvione segui anche la guida su cosa fare in caso di alluvione.
Domande frequenti
Quanto bisogna far bollire l’acqua per renderla potabile?
Un minuto di bollore vivace è sufficiente secondo OMS e CDC. Sopra circa 2.000 metri di quota si consigliano 3 minuti.
Quante gocce di candeggina per un litro d’acqua?
Secondo i CDC, 2 gocce per litro di acqua limpida con candeggina al 5-9% di ipoclorito, oppure 10 gocce con candeggina all’1%, e attesa di almeno 30 minuti. Se la concentrazione non è nota, meglio usare pastiglie potabilizzanti.
La bollitura elimina il cloro, il calcare o i metalli?
No. La bollitura elimina i microrganismi, ma non le sostanze chimiche e i metalli, che anzi si concentrano man mano che l’acqua evapora.
L’acqua purificata quanto si conserva?
Conservata in contenitori puliti e chiusi, al fresco, va usata in tempi brevi. Per scorte di lungo periodo meglio acqua in bottiglia o taniche per alimenti riempite e ruotate regolarmente.
Fonti: Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), indicazioni sul trattamento domestico dell’acqua e sulla bollitura; CDC, How to Make Water Safe in an Emergency; Istituto Superiore di Sanità, acqua destinata al consumo umano; Dipartimento della Protezione Civile, rischio idraulico e comportamenti in emergenza.

