- Cos’è: un foglio condiviso che dice a ogni persona di casa cosa fare, dove ritrovarsi e chi chiamare in un’emergenza.
- Tempo necessario: circa 30 minuti, divisi in sei passaggi semplici.
- Elementi chiave: rischi della zona, due punti di ritrovo, un contatto fuori città, ruoli, kit pronto.
- Il segreto: provarlo almeno una volta l’anno e aggiornarlo quando cambia qualcosa.
In un’emergenza vera le famiglie raramente sono tutte nello stesso posto. I figli sono a scuola, un genitore al lavoro, i nonni a casa loro. I telefoni possono non funzionare o le linee essere intasate. Senza un accordo preso prima, ognuno improvvisa, e si perde tempo prezioso a cercarsi.
Un piano di emergenza familiare risolve proprio questo. Non serve un manuale: basta un foglio con le informazioni giuste, deciso insieme. In questa guida ti accompagniamo passo per passo e alla fine trovi il link al nostro modulo gratuito da stampare e compilare.
Prima di iniziare: cosa ti serve
- Mezz’ora con tutta la famiglia, bambini compresi se hanno l’età per capire.
- Carta e penna, oppure il modulo che trovi nella nostra checklist 72 ore gratuita, che contiene una sezione dedicata al piano famiglia.
- Il sito del tuo Comune aperto sulla pagina della protezione civile.
Passo 1: conosci i rischi della tua zona (5 minuti)
Un piano utile parte dai rischi reali. Terremoto, alluvione, frane, incendi boschivi, neve: ogni territorio ha i suoi. Il piano di protezione civile comunale li elenca e indica anche le aree di attesa, i luoghi sicuri dove radunarsi dopo un evento. Segna sul foglio i due o tre rischi principali e l’area di attesa più vicina a casa.
Ricorda anche i canali ufficiali di allerta: i bollettini della Regione e IT-alert, il sistema nazionale che invia messaggi ai telefoni presenti nell’area interessata da un’emergenza grave.
Prepara la casa in un pomeriggio con la Checklist 72 ore
- Cosa avere in casa per blackout, terremoti e alluvioni
- Quantità già calcolate per 4 persone, in 3 livelli di spesa
- Piano di emergenza familiare e calendario delle scadenze
Passo 2: scegli i punti di ritrovo (5 minuti)
Servono due punti, per due situazioni diverse:
| Punto | Quando si usa | Esempio |
|---|---|---|
| Vicino a casa | Emergenza in casa (incendio, fuga di gas) | Il cancello del condominio, un albero riconoscibile, il marciapiede di fronte |
| Nel quartiere | Non si può tornare a casa o la zona è evacuata | L’area di attesa comunale, la casa di un parente vicino |
| Fuori zona (facoltativo) | Evacuazione più ampia | La casa di amici o parenti in un altro comune |
Accertati che tutti sappiano arrivarci a piedi. Con i bambini, fate il percorso insieme almeno una volta.
Passo 3: la rubrica di emergenza (5 minuti)
Non affidarti solo alla memoria del telefono. Scrivi su carta:
- Numero di emergenza 112 e numeri utili locali.
- Cellulari di tutti i membri della famiglia.
- Un contatto fuori città: un parente o amico lontano che fa da punto di riferimento. Durante un’emergenza locale spesso è più facile raggiungere un numero di un’altra regione.
- Scuola, lavoro, medico di famiglia, pediatra, veterinario.
- Pronto intervento gas, acqua ed elettricità.
Stampane una copia per ogni persona e mettila nello zaino, nel portafoglio o nella cover del telefono. Insegna ai bambini a memorizzare almeno un numero.
Passo 4: dividi i ruoli (5 minuti)
In emergenza ognuno deve sapere cosa fare senza discutere. Esempi di ruoli:
- Chi chiude gas, acqua e corrente (e dove sono i rubinetti e il quadro).
- Chi prende lo zaino di emergenza e i documenti.
- Chi si occupa dei bambini piccoli, delle persone anziane o con disabilità.
- Chi pensa agli animali: trasportino, guinzaglio, cibo.
- Chi recupera i figli a scuola, e chi fa da riserva se il primo non può.
Passo 5: informazioni sanitarie e documenti (5 minuti)
Annota allergie, terapie in corso, farmaci indispensabili e dosaggi, eventuali dispositivi medici. Fai copie dei documenti di identità, tessera sanitaria e polizze, sia in formato cartaceo in una busta impermeabile sia in formato digitale in un luogo sicuro. Per i farmaci e il materiale di base, parti dalla guida al kit di pronto soccorso per la casa.
Passo 6: kit e prova generale (5 minuti, più una prova all’anno)
Il piano funziona se il materiale è già pronto. Verifica di avere un kit con acqua, cibo, torcia, radio e power bank: trovi l’elenco completo nella guida al kit di emergenza. Poi fissa una data in calendario per la prova: uscire di casa, raggiungere il punto di ritrovo, chiamare il contatto fuori città.
Un esempio di piano compilato
Per darti un’idea concreta, ecco come potrebbe apparire il riepilogo di una famiglia di quattro persone. Adattalo alla tua situazione.
- Rischi principali: terremoto e allagamenti dopo piogge intense.
- Ritrovo vicino a casa: il cancello del cortile. Ritrovo nel quartiere: l’area di attesa indicata dal Comune nel parcheggio della scuola.
- Contatto fuori città: la zia che vive in un’altra regione, che raccoglie le notizie di tutti.
- Ruoli: un genitore chiude gas e corrente, l’altro prende zaino e documenti; il figlio maggiore si occupa del cane; la nonna viene accompagnata dal vicino del piano di sotto, che è stato avvisato.
- Scuola: due adulti autorizzati al ritiro, comunicati alla segreteria.
- Prova: la prima domenica di ottobre, ogni anno.
Tutto sta in una pagina, ed è proprio questo il punto: in pochi secondi ognuno sa cosa fare.
Tre livelli di preparazione
| Livello | Cosa comprende | Costo indicativo |
|---|---|---|
| Base | Piano scritto, rubrica cartacea, punti di ritrovo decisi, modulo stampato | 0-10 € |
| Consigliato | Busta portadocumenti impermeabile, radio a manovella, torcia, fischietti per i bambini | 40-90 € |
| Avanzato | Uno zaino di evacuazione per ogni persona, chiavetta USB con copie dei documenti, power bank capiente | 150-350 € |
Tiene insieme e all'asciutto documenti, copie, rubrica e contanti: si prende in un secondo.
Permette di ascoltare le comunicazioni ufficiali anche senza corrente e con il telefono scarico.
Uno per ogni membro della famiglia, soprattutto per i bambini: si sentono a distanza.
Come scegliere cosa includere: errori da evitare
Un buon piano è breve. Se occupa più di due pagine, nessuno lo leggerà nel momento del bisogno. Gli errori più frequenti: scegliere un punto di ritrovo che nessuno sa raggiungere, affidarsi solo al telefono, dimenticare le persone fragili e gli animali, non dire nulla alla scuola su chi può ritirare i figli, scrivere il piano e non provarlo mai. Rileggilo ogni anno e ogni volta che cambi casa, lavoro o scuola.
Domande frequenti
Serve davvero un piano se vivo in una zona tranquilla?
Sì: anche un incendio in casa, una fuga di gas o un blackout prolungato sono emergenze. Il piano serve proprio per gli imprevisti.
Come coinvolgo i bambini senza spaventarli?
Presentalo come un gioco di squadra: ognuno ha un compito. Usa un linguaggio semplice, fate insieme il percorso fino al punto di ritrovo e lodate chi ricorda le informazioni.
Dove trovo l’area di attesa del mio Comune?
Nel piano di protezione civile comunale, di solito pubblicato sul sito del Comune. Se non lo trovi, chiedi all’ufficio di protezione civile o all’URP.
Ogni quanto va aggiornato il piano?
Almeno una volta l’anno, e ogni volta che cambiano indirizzi, numeri di telefono, scuole o condizioni di salute.
Fonti: Dipartimento della Protezione Civile (campagna Io non rischio, piani comunali di protezione civile, sistema IT-alert); Croce Rossa Italiana (preparazione alle emergenze per le famiglie); Commissione Europea, raccomandazioni sulla preparazione dei cittadini.

