- Un allarme vero arriva dai canali ufficiali: IT-alert, Comune, Protezione Civile, sirene, forze dell’ordine.
- Un messaggio che chiede di cliccare un link, scaricare un’app o dare dati personali è quasi sempre una truffa.
- Prima di inoltrare un avviso, controlla almeno due fonti ufficiali: bastano due minuti.
- Non affidarti a un solo canale: radio a batterie e telefono carico restano il piano B.
Aggiornamento 4 novembre 2026. Negli ultimi giorni i falsi allarmi sono aumentati. Il 2 novembre circa 280 scuole italiane hanno ricevuto email con minacce di bomba, con evacuazioni in diverse città. Il 3 novembre allarmi simili via email hanno coinvolto diversi voli in Europa, due dei quali diretti a Roma Fiumicino: tutti i controlli hanno dato esito negativo. Già il 19 ottobre un centinaio di scuole, soprattutto nelle province di Verona e Padova, aveva ricevuto messaggi analoghi. Il 1° novembre, nel contesto della guerra tra Russia e Ucraina, le app di allerta pubblica dei due Paesi sono state violate da hacker e hanno inviato falsi avvisi di attacco nucleare. In Italia non risultano attacchi in corso: le indagini sulle email sono affidate alla Polizia Postale.
Un falso allarme fa due danni. Il primo è subito: panico, evacuazioni inutili, linee telefoniche intasate. Il secondo arriva dopo: chi ha ricevuto tre avvisi falsi rischia di ignorare quello vero. Per questo saper verificare un allarme è una competenza di preparazione come avere acqua e torcia in casa.
Questa guida spiega come riconoscere un avviso ufficiale, quali segnali indicano un falso o una truffa, cosa fare se un falso allarme riguarda la scuola dei figli o un luogo dove ti trovi, e come organizzarti per non dipendere da un solo canale.
Quali sono i canali ufficiali in Italia
In un’emergenza le informazioni affidabili arrivano da pochi soggetti. Conviene conoscerli prima.
| Canale | Cosa comunica | Come riconoscerlo |
|---|---|---|
| IT-alert | Allarmi per eventi gravi in corso o imminenti in una zona | Notifica con suono particolare, arriva a tutti i telefoni della zona senza registrazione |
| Comune e sindaco | Ordinanze, chiusura scuole, evacuazioni, aree di attesa | Sito istituzionale del Comune, app o canali social ufficiali indicati dal Comune |
| Protezione Civile nazionale e regionale | Bollettini e allerte meteo con i colori | Siti istituzionali e account ufficiali verificati |
| Prefettura e forze dell’ordine | Ordine pubblico, viabilità, minacce | Comunicati ufficiali, agenti sul posto |
| Radio e TV pubbliche, agenzie | Notizie verificate, edizioni straordinarie | Canali nazionali e regionali |
Se un avviso non compare su nessuno di questi canali, trattalo come non verificato. Come funziona il sistema nazionale è spiegato nella guida su IT-alert e cosa fare quando arriva il messaggio.
Come riconoscere un falso allarme o una truffa
I messaggi falsi hanno spesso gli stessi tratti. Più ne trovi, più è probabile che si tratti di un falso.
- Chiede di cliccare un link per “confermare”, “ricevere aggiornamenti” o “scaricare le istruzioni”.
- Chiede dati personali, codici, password o pagamenti. Un allarme pubblico non lo fa mai.
- Arriva come SMS da un numero qualsiasi o come messaggio inoltrato in una chat.
- Non dice chi lo manda, oppure cita un ente in modo vago (“la Protezione Civile informa”) senza fonte verificabile.
- Usa toni urgenti e generici: “inoltra a tutti”, “fra un’ora”, “non dirlo in giro”.
- Parla di fatti enormi che nessun media riporta: attacchi, esplosioni, contaminazioni.
Le autorità lo hanno ripetuto anche durante i test di IT-alert: il messaggio vero non contiene link da cliccare per dare dati, non richiede app né registrazioni e, dopo averlo letto, si preme solo OK. I falsi SMS “IT-alert” con link servono a rubare dati o installare malware.
Prepara la casa in un pomeriggio con la Checklist 72 ore
- Cosa avere in casa per blackout, terremoti e alluvioni
- Quantità già calcolate per 4 persone, in 3 livelli di spesa
- Piano di emergenza familiare e calendario delle scadenze
Verificare in due minuti: il metodo in 4 passi
- Fermati. Non inoltrare e non cliccare. Se sei in pericolo evidente (fumo, acqua che sale, scossa forte) agisci prima e verifica dopo.
- Cerca la fonte. Chi lo dice? Apri tu il sito del Comune o della Protezione Civile, senza usare il link del messaggio.
- Incrocia due fonti. Un’agenzia di stampa o la radio locale e un canale istituzionale. Se nessuno ne parla, non è confermato.
- Guarda la data. Molte bufale sono vecchi avvisi o vecchie foto rimesse in circolo. Controlla giorno e anno.
Se ritieni che un messaggio sia una truffa, non rispondere, cancellalo e segnalalo alla Polizia Postale, ai Carabinieri o alla Protezione Civile.
Se arriva un allarme bomba a scuola o in un luogo pubblico
Le minacce via email vengono valutate dalle forze dell’ordine, che decidono se evacuare. Anche quando la minaccia appare infondata, l’evacuazione è una misura precauzionale.
- Se sei sul posto, segui le istruzioni del personale e degli agenti. Esci con calma dalle vie indicate, non tornare indietro a prendere oggetti, raggiungi il punto di raccolta.
- Se sei un genitore, non correre davanti alla scuola: intasi strade e accessi per i soccorsi. Aspetta le comunicazioni della scuola o del Comune sui canali ufficiali.
- Non chiamare in continuazione numeri di emergenza o scuola per avere aggiornamenti: le linee servono a chi ha bisogno di aiuto.
- Non diffondere foto o voci nelle chat dei genitori finché non c’è una comunicazione ufficiale.
Per un’emergenza reale chiama il 112 (dove il Numero Unico non è ancora attivo valgono 113, 115 e 118).
Non dipendere da un solo canale
Il caso delle app violate in Russia e Ucraina lo dimostra: quando il canale principale viene compromesso, la popolazione è stata invitata a fidarsi delle sirene e delle altre fonti ufficiali. In Italia vale lo stesso principio. Il telefono è utilissimo, ma può restare senza rete, senza batteria o ricevere messaggi sbagliati.
Tieni in casa almeno una radio che funzioni senza corrente e un power bank carico. Scrivi su carta i numeri utili e i siti ufficiali del tuo Comune. Concorda con la famiglia un punto di ritrovo. Sono elementi della checklist delle 72 ore.
Tre livelli di preparazione
| Livello | Cosa fare o avere | Costo indicativo |
|---|---|---|
| Base | Elenco cartaceo di numeri e siti ufficiali; segui i canali ufficiali del Comune e della Protezione Civile regionale; IT-alert attivo sul telefono | 0 € |
| Consigliato | Radio a manovella o a batterie con FM/AM, power bank da 10.000-20.000 mAh, quaderno impermeabile con contatti e punto di ritrovo | 40-80 € |
| Avanzato | Radio multibanda con buona ricezione, power bank con pannello solare, piccola power station per tenere attivi telefono e router | 150-400 € |
Come scegliere gli strumenti
- Radio: deve ricevere FM e AM, funzionare con batterie comuni o manovella e avere un volume sufficiente. Più fonti di alimentazione ha, meglio è. Approfondisci nella guida alla radio di emergenza a manovella.
- Power bank: meglio una capacità media e affidabile che un modello enorme senza marca. Ricaricalo ogni 2-3 mesi. Vedi la guida al power bank per le emergenze.
- Carta: un quaderno impermeabile o una busta di plastica con i contatti scritti a mano non si scarica mai.
Riceve FM/AM anche senza corrente: utile quando la rete cellulare è giù.
Ricarica il telefono più volte per seguire gli avvisi ufficiali.
Per scrivere numeri utili, siti del Comune e punto di ritrovo della famiglia.
Domande frequenti
Un messaggio IT-alert può contenere link?
Il messaggio ufficiale può rimandare al sito istituzionale di IT-alert per informazioni, ma non chiede mai di inserire dati, pagare o scaricare app. Se un SMS “IT-alert” ti chiede questo, è una truffa.
Cosa faccio se in chat circola un avviso di attacco o esplosione?
Non inoltrarlo. Controlla il sito del Comune, la Protezione Civile e un’agenzia di stampa o la radio. Se non trovi conferme, consideralo falso.
Mio figlio è a scuola e c’è un allarme bomba: devo andare a prenderlo?
No, almeno finché la scuola non lo comunica. Aspetta le indicazioni della scuola o del Comune: correre sul posto intralcia le operazioni.
Chi devo avvisare se ricevo un falso allarme?
Segnalalo alla Polizia Postale o ai Carabinieri. Non rispondere al mittente e non cliccare i link.
L’Italia rischia attacchi in questo periodo?
Non ci sono allarmi ufficiali di attacchi in corso. Il contesto internazionale è teso, con la guerra in Ucraina e quella che coinvolge l’Iran, ma l’unica regola utile è seguire le indicazioni delle autorità e non le voci.
Fonti: ANSA (allarmi bomba su voli e scuole, 3 novembre 2026); Open (email di minaccia alle scuole venete, 19 ottobre 2026); Cybersecurity360 (app di allerta violate in Russia e Ucraina, novembre 2026); Dipartimento della Protezione Civile e materiali informativi su IT-alert; Polizia Postale.

