- mAh reali: un power bank rende circa il 60-70% della capacità scritta, per le perdite di conversione.
- Quanti ne servono: per 72 ore senza corrente, 20.000 mAh coprono 3-4 ricariche complete di uno smartphone.
- Manutenzione: va ricaricato ogni 2-3 mesi e conservato a metà-tre quarti di carica, lontano dal caldo.
- Oltre il telefono: per radio, torce e router servono uscite USB-C PD o un passo in più verso la power station.
Quando salta la corrente, il primo pensiero è quasi sempre lo stesso: quanta batteria ha il telefono? Lo smartphone serve per ricevere le allerte, chiamare i familiari, leggere gli aggiornamenti del Comune e usare la torcia. Un power bank carico è il modo più semplice ed economico per non restare isolati.
In questa guida trovi come leggere davvero i mAh, quanti ne servono per una famiglia, quale tipo scegliere tra base, consigliato e avanzato, e gli errori che riducono la vita della batteria proprio quando ti serve. Niente tecnicismi inutili: solo i criteri che contano in emergenza.
mAh, Wh e capacità reale: i numeri da capire
La capacità di un power bank è scritta in milliampereora (mAh), ma riferita alle celle interne a 3,7 volt. Il telefono invece si ricarica a 5 volt o più. Nel passaggio di tensione, e per il calore, si perde una parte dell’energia. In pratica un power bank rende circa il 60-70% di quanto dichiarato.
Un esempio concreto: un modello da 10.000 mAh fornisce, in uscita, circa 6.000-6.500 mAh utili. Se il tuo telefono ha una batteria da 4.500 mAh, otterrai circa una ricarica e mezza, non due.
Il dato più onesto sono i wattora (Wh), spesso stampati sull’etichetta. Si calcolano così: mAh × 3,7 ÷ 1.000. Un 20.000 mAh corrisponde a circa 74 Wh. I wattora servono anche per i viaggi in aereo: le compagnie ammettono in cabina le batterie fino a 100 Wh, mentre tra 100 e 160 Wh serve l’autorizzazione del vettore.
Quanti mAh servono in emergenza
Il calcolo parte da una domanda: quanti dispositivi e per quanti giorni? Le indicazioni di protezione civile invitano a essere autonomi per almeno 72 ore. Con il telefono in modalità risparmio, una ricarica completa al giorno a persona è un obiettivo realistico.
| Situazione | Capacità consigliata | Ricariche indicative (telefono da 4.500 mAh) |
|---|---|---|
| Una persona, blackout di poche ore | 10.000 mAh | 1-1,5 |
| Una persona, 72 ore | 20.000 mAh | 3 |
| Coppia, 72 ore | 2 × 20.000 mAh | 6 |
| Famiglia di 4, 72 ore + radio e torce | 2 × 20.000 mAh + power station o pannello solare | 6 + dispositivi extra |
Meglio due power bank medi che uno enorme: se uno si guasta o resta in auto, hai comunque l’altro. E puoi ricaricarli in parallelo quando la corrente torna anche per poco.
Prepara la casa in un pomeriggio con la Checklist 72 ore
- Cosa avere in casa per blackout, terremoti e alluvioni
- Quantità già calcolate per 4 persone, in 3 livelli di spesa
- Piano di emergenza familiare e calendario delle scadenze
Base, Consigliato, Avanzato: quale livello fa per te
Base (15-25 €)
Un power bank da 10.000 mAh con almeno una porta USB-C. È leggero, sta in tasca o nello zaino di emergenza. Ideale per chi vuole coprire le prime ore di un blackout o tenere una scorta nel kit dell’auto.
Consigliato (25-50 €)
Un modello da 20.000 mAh con ricarica rapida USB-C Power Delivery (almeno 20 W), indicatore di carica a LED o display e due uscite. Ricarica telefono, radio USB e torcia frontale nello stesso momento. È la scelta più equilibrata per casa.
Avanzato (50-120 €)
Un power bank da 25.000-27.000 mAh con uscita PD da 65 W o più, capace di alimentare anche un portatile, oppure un modello con pannello solare integrato. Attenzione però: i pannelli integrati sono piccoli e servono solo come riserva lentissima. Se vuoi davvero ricaricare con il sole, valuta un pannello pieghevole separato.
Compatto e leggero: perfetto per il kit di emergenza o la borsa di tutti i giorni.
La capacità giusta per 72 ore di autonomia di una persona, con ricarica rapida.
Utile se in emergenza devi tenere acceso anche un portatile o un router da viaggio.
Come scegliere un power bank per le emergenze
Al di là della capacità, alcuni dettagli fanno la differenza quando le prese restano spente per ore.
- Porta USB-C bidirezionale: serve sia per caricare il power bank sia per alimentare i dispositivi. Un cavo solo per tutto.
- Power Delivery: accorcia i tempi di ricarica. Utile quando la corrente torna solo per un’ora e devi riempire tutto in fretta.
- Indicatore di carica preciso: un display in percentuale ti dice esattamente quanta energia ti resta.
- Funzione low current: alcuni modelli hanno una modalità per piccoli carichi, come auricolari o torce, che altrimenti spengono il power bank perché assorbono troppo poco.
- Marcatura CE e protezioni: controlla protezione da sovraccarico, cortocircuito e temperatura. Evita i prodotti senza nome con capacità irrealistiche.
Errori da evitare: credere a capacità enormi su prodotti piccolissimi e a prezzi stracciati, comprare un solo power bank per tutta la famiglia, dimenticare i cavi giusti. Tieni insieme al power bank un cavo USB-C e uno adatto a ogni telefono di casa.
Conservazione e manutenzione: il punto più trascurato
Le batterie al litio si scaricano lentamente anche da ferme. Un power bank dimenticato in un cassetto per un anno può essere quasi vuoto proprio il giorno del blackout.
- Conservalo carico al 50-80%, non a zero e non sempre al 100%.
- Controllalo e ricaricalo ogni 2-3 mesi. Segna la data su un’etichetta.
- Tienilo lontano da fonti di calore: mai in auto d’estate, mai vicino al termosifone.
- Se è gonfio, deformato o scalda in modo anomalo, non usarlo più e portalo all’isola ecologica.
Un buon trucco è abbinare il controllo dei power bank a quello delle altre scorte: quando verifichi le scadenze di acqua e cibo, ricarichi anche le batterie. Per sapere quanto durano davvero gli apparecchi durante un’interruzione lunga leggi la guida su quanto durano le batterie in un blackout lungo.
Come far durare di più la carica durante il blackout
Il power bank è una riserva finita. Più risparmi sul telefono, più giorni copri.
- Attiva il risparmio energetico e abbassa la luminosità dello schermo.
- Disattiva Bluetooth, Wi-Fi (se il router è spento) e localizzazione quando non servono.
- Ricarica il telefono dal 20% all’80%: è il tratto più efficiente.
- Usa una radio a pile o a manovella per le notizie, invece dello streaming. Trovi i modelli nella guida alla radio di emergenza a manovella.
- Per l’illuminazione preferisci una torcia dedicata alla torcia del telefono.
Se in casa ci sono più persone, stabilite un turno: un solo telefono acceso per le notizie, gli altri in modalità aereo fino all’orario concordato.
Quando il power bank non basta
Un power bank è perfetto per telefoni, radio USB, torce ricaricabili e piccoli dispositivi. Non è pensato per frigoriferi, router di casa a 12 volt senza adattatore, apparecchi medici o lampade a 230 volt. Per questi carichi serve una power station, cioè una grande batteria con prese domestiche.
Se stai valutando il passo successivo, consulta la nostra selezione delle migliori power station portatili. Per un piano completo, invece, scarica la checklist 72 ore gratuita: trovi anche la voce dedicata all’energia.
Power bank già vuoto? Scopri le alternative per ricaricare il telefono senza corrente, dall’auto al pannello solare.
Domande frequenti
Quanti mAh servono per un blackout di 3 giorni?
Per una persona, circa 20.000 mAh, che equivalgono a tre ricariche complete di uno smartphone medio. Per una famiglia conviene avere un power bank da 20.000 mAh ogni due persone.
Ogni quanto va ricaricato un power bank inutilizzato?
Ogni 2-3 mesi. Va conservato tra il 50 e l’80% di carica, in un luogo fresco e asciutto.
Il power bank con pannello solare funziona davvero?
Funziona, ma molto lentamente: il pannello integrato è piccolo e può richiedere giorni di sole per una carica completa. Va considerato una riserva d’emergenza, non la fonte principale.
Si può lasciare il power bank sempre in carica?
È meglio evitarlo. Una volta carico va scollegato e conservato a temperatura ambiente, controllandolo periodicamente.
Fonti: Dipartimento della Protezione Civile (Io non rischio, buone pratiche di autoprotezione); ENAC e IATA, regole sul trasporto delle batterie al litio; Commissione Europea, indicazioni sulla preparazione alle emergenze dei cittadini.

