- Il primo allarme è la natura: un terremoto forte sulla costa, il mare che si ritira all’improvviso o un rumore cupo dal mare bastano per muoversi.
- Vai in alto, non lontano in auto: raggiungi a piedi l’area più elevata vicina, una collina o i piani alti di un edificio solido.
- La prima onda può non essere la più grande: resta dove sei finché le autorità non dicono che puoi tornare.
- Preparati prima: scopri le aree di attesa del tuo Comune e tieni pronto uno zaino leggero.
Perché ne parliamo ora. Il 23 ottobre 2026, alle 12:19, un terremoto di magnitudo Mw 5.5 ha colpito il Tirreno meridionale, in mare al largo delle Isole Eolie. La scossa è stata avvertita alle Eolie e in gran parte della Sicilia settentrionale; a Palermo e Messina scuole e uffici sono stati evacuati per precauzione e non sono stati segnalati danni. Il Centro Allerta Tsunami dell’INGV ha diramato un messaggio di allerta, portato a livello arancione (Advisory) e poi cancellato alle 13:22, quando i mareografi ISPRA di Strombolicchio e Ginostra hanno escluso un maremoto. La sequenza sismica è ancora seguita dall’INGV: un buon momento per sapere cosa fare, con calma.
Un maremoto (o tsunami) è una serie di onde generate soprattutto da forti terremoti in mare o vicino alla costa. In mare aperto l’onda può essere alta meno di un metro e passare inosservata, ma vicino alla riva può crescere molto e spingersi nell’entroterra per centinaia di metri, anche di più dove la costa è bassa. Nel Mediterraneo le distanze sono brevi: l’onda può arrivare in pochi minuti e le autorità potrebbero non avere il tempo di avvisare tutti. Per questo conta saper riconoscere i segnali da soli.
I segnali da riconoscere
La campagna “Io non rischio” della Protezione Civile indica tre segnali naturali. Basta uno solo per allontanarsi dalla costa:
- Un forte terremoto, che senti tu stesso o di cui hai notizia, mentre sei vicino al mare.
- Un ritiro improvviso e insolito del mare, un rapido innalzamento del livello dell’acqua o una grande onda estesa su tutto l’orizzonte.
- Un rumore cupo e crescente che arriva dal mare, simile a quello di un treno o di un aereo a bassa quota.
Non andare a guardare il mare che si ritira e non fermarti a fare video: quei minuti servono per mettersi al sicuro.
Cosa fare subito
- Allontanati e sali. Raggiungi rapidamente l’area più elevata vicina: una collina, una strada in salita, i piani alti di un edificio robusto in cemento armato.
- Muoviti a piedi. Non usare l’auto: il traffico verso l’interno può bloccarsi e la macchina diventare una trappola.
- Avvisa chi hai intorno, soprattutto bambini, anziani e turisti che potrebbero non capire cosa sta succedendo.
- Segui le vie di fuga e la segnaletica del piano comunale, se c’è, verso le aree di attesa.
- Resta in alto. Le onde arrivano a distanza di minuti l’una dall’altra e la prima può non essere la più grande. Convinci chi vuole tornare in spiaggia ad aspettare.
- Ascolta la radio e i canali ufficiali. Usa il telefono solo se serve davvero, per non intasare la rete.
Se sei in barca: dopo un terremoto sulla costa o in mare, portati al largo, dove l’onda è più bassa. Se sei in porto, lascia la barca e sali in un luogo elevato.
Prepara la casa in un pomeriggio con la Checklist 72 ore
- Cosa avere in casa per blackout, terremoti e alluvioni
- Quantità già calcolate per 4 persone, in 3 livelli di spesa
- Piano di emergenza familiare e calendario delle scadenze
Allerta arancione e rossa: cosa significano
In Italia esiste dal 2017 il SiAM, il Sistema di allertamento nazionale per i maremoti generati da terremoti, coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile con INGV e ISPRA. Il Centro Allerta Tsunami dell’INGV valuta i terremoti in mare o vicino alla costa a partire da magnitudo 5.5 e stima se e quando un’onda potrebbe arrivare.
| Livello | Cosa prevede | Cosa fare se sei sulla costa |
|---|---|---|
| Messaggio informativo | Terremoto rilevato, nessun maremoto atteso | Nessuna azione, resta informato |
| Arancione (Advisory) | Onda possibile sotto 0,5 m e/o risalita sulla costa sotto 1 m | Lascia spiagge, porti e moli; segui le indicazioni del Comune |
| Rosso (Watch) | Onda possibile sopra 0,5 m e/o risalita sulla costa sopra 1 m | Evacua le zone indicate e sali verso un luogo elevato |
Il maremoto generato da un terremoto è uno degli scenari per cui la Protezione Civile può usare IT-alert, che invia messaggi ai cellulari presenti nell’area interessata. Come funziona lo spieghiamo nella guida su IT-alert. Ricorda però che un’allerta può arrivare tardi o non arrivare: i segnali naturali valgono più di qualsiasi notifica.
Prepararsi se vivi o vai spesso sulla costa
- Chiedi al Comune quali sono le zone a rischio, le vie di fuga e le aree di attesa. Sono indicate nel piano di protezione civile comunale. Per Sicilia e Calabria ISPRA ha pubblicato mappe delle possibili zone di inondazione.
- Prova il percorso a piedi, da casa e dai luoghi che frequenti. Quanti minuti servono per arrivare in alto?
- Verifica scuola e lavoro: hanno un piano di evacuazione e fanno esercitazioni?
- Decidi un punto d’incontro per la famiglia, in un luogo elevato, nel caso siate separati.
- Ripassa anche il terremoto: il maremoto ne è spesso la conseguenza. Trovi tutto nella guida cosa fare in caso di terremoto.
Il kit leggero: Base, Consigliato, Avanzato
Con un maremoto si scappa a piedi e in fretta. Il kit deve essere leggero, impermeabile e vicino alla porta. I costi sono indicativi.
| Livello | Cosa contiene | Costo indicativo |
|---|---|---|
| Base | Area di attesa annotata, scarpe chiuse vicino all’ingresso, torcia, fischietto, acqua in borraccia, copia dei numeri utili su carta | 0-30 € |
| Consigliato | Zaino leggero con acqua e snack, power bank carico, radio a manovella, sacca stagna per documenti e telefono, coperta isotermica | 60-130 € |
| Avanzato | Uno zaino per ogni componente della famiglia, torcia frontale, kit di primo soccorso, ricambi asciutti, contanti in piccolo taglio | 150-300 € |
Per l’elenco completo parti dalla checklist delle 72 ore e dalla guida su cosa mettere nella borsa di evacuazione.
Come scegliere l’attrezzatura
- Peso prima di tutto: uno zaino che superi i 6-8 kg rallenta. Meglio poche cose utili.
- Impermeabilità: documenti, farmaci e telefono vanno in una sacca stagna con chiusura a rotolo.
- Energia senza rete: una radio a manovella o solare riceve i comunicati anche se cellulari e corrente sono fuori uso. Ne abbiamo confrontate diverse nella guida alle radio di emergenza.
- Mani libere: una torcia frontale è più pratica di una torcia a mano mentre sali o aiuti qualcuno.
- Farsi sentire: un fischietto costa pochi euro e si sente più lontano della voce.
Protegge documenti, farmaci e telefono da acqua e sabbia. Scegli un modello da 5-10 litri.
Riceve i comunicati ufficiali senza pile e senza rete; molte fanno anche da torcia e power bank.
Lascia le mani libere mentre sali le scale o aiuti bambini e anziani.
Leggero, funziona sempre e si sente da lontano: uno per ogni zaino.
Dopo il maremoto
- Non rientrare a casa o nelle zone colpite finché le autorità non lo autorizzano.
- Controlla chi hai vicino e presta i primi soccorsi se puoi farlo in sicurezza.
- Non bere l’acqua del rubinetto finché non è dichiarata sicura e non mangiare cibi venuti a contatto con l’acqua del maremoto.
- Stai lontano da cavi elettrici, edifici danneggiati e acqua stagnante.
- Segui solo fonti ufficiali: Comune, Protezione Civile, INGV.
Domande frequenti
In Italia possono esserci maremoti?
Sì. Il Mediterraneo è un mare sismicamente attivo e in passato ci sono stati maremoti anche sulle coste italiane, come quello che seguì il terremoto di Messina e Reggio Calabria del 1908. Sono eventi rari, ma prepararsi richiede poco.
Cosa significa l’allerta arancione per maremoto?
Che è possibile un’onda inferiore a mezzo metro, con risalita sulla costa sotto un metro. Sembra poco, ma basta per trascinare persone e barche: allontanati da spiagge, moli e porti e segui le indicazioni del Comune.
Quanto in alto devo salire?
Le indicazioni ufficiali non danno un numero valido per tutti: dipende dalla costa e dall’onda. Raggiungi l’area più elevata vicina o i piani alti di un edificio solido, e usa le aree di attesa indicate dal tuo Comune.
Riceverò sicuramente un messaggio IT-alert?
Non è garantito. IT-alert può essere usato per i maremoti generati da terremoti, ma nel Mediterraneo l’onda può arrivare molto in fretta. Se senti un forte terremoto sulla costa o vedi il mare ritirarsi, muoviti senza aspettare il messaggio.
Dopo la prima onda posso tornare a prendere le mie cose?
No. Le onde si susseguono a distanza di minuti e le successive possono essere più grandi. Torna solo quando le autorità dichiarano cessato il pericolo.
Fonti: Dipartimento della Protezione Civile – Rischio maremoto e SiAM; campagna “Io non rischio – Maremoto”; INGV – Centro Allerta Tsunami; ISPRA.

