- Gli zombie non esistono, ma prepararsi a loro funziona: è lo stesso kit che serve per blackout, alluvioni e terremoti.
- La regola d’oro è restare in casa almeno 72 ore con acqua, cibo, luce e notizie, invece di scappare nel panico.
- Acqua prima di tutto: 3-4 litri a persona al giorno. Uno zombie aspetta, la sete no.
- Costi indicativi: 60-120 € per il kit base, 250-500 € per quello consigliato, da 800 € in su per l’avanzato.
Nel 2011 i Centers for Disease Control americani, l’ente federale per la sanità pubblica, pubblicarono una guida dal titolo “Preparedness 101: Zombie Apocalypse”. Era uno scherzo, ma serio: se sei pronto per un’orda di morti viventi, sei pronto anche per un uragano. Il traffico fu così alto che il sito andò in difficoltà. Nessuno aveva mai letto con tanta attenzione una lista di cose da tenere in cantina.
Noi facciamo lo stesso gioco. Immaginiamo che domattina i morti si rialzino. Cosa ti serve davvero? Spoiler: niente motoseghe. Ti servono le stesse cose che servono quando manca la corrente per tre giorni o quando il Comune chiude le strade per un’alluvione. Solo che pensarle con gli zombie è più divertente.
Giorno 1: non correre al supermercato
In ogni film di zombie c’è la scena del supermercato preso d’assalto. Carrelli che si scontrano, scaffali vuoti, qualcuno che litiga per l’ultima confezione di carta igienica. Ecco, quella scena non è fantascienza: succede davvero anche con una semplice allerta meteo o un blocco dei camion.
Il sopravvissuto furbo non è lì. È a casa, perché la spesa l’ha già fatta con calma settimane prima. La regola è semplice: tieni in dispensa cibo per almeno 7 giorni e ruotalo, cioè consuma i prodotti più vecchi e ricompra. Così non butti niente e non devi mai correre. Trovi la lista completa nella guida alle scorte alimentari di emergenza.
Il kit anti-zombie (che è un normale kit di emergenza)
Nei film l’eroe ha un fucile e un’auto blindata. Nella realtà i veri alleati sono più noiosi, e molto più utili.
| Cosa | Quanto | Perché (versione zombie) | Perché (versione reale) |
|---|---|---|---|
| Acqua | 3-4 litri a persona al giorno, per 3 giorni | Barricato in casa non puoi uscire alla fontana | Rotture, alluvioni e ordinanze di non potabilità |
| Cibo che non si cucina | Per 3-7 giorni | Niente fornelli, niente odori che attirano visite | Blackout e gas chiuso |
| Torcia e pile | Una per persona | Al buio i rumori fanno più paura | Blackout notturno |
| Radio a pile o a manovella | Una per casa | Internet è caduto, l’ultimo notiziario è alla radio | Le istruzioni ufficiali arrivano anche via radio |
| Power bank | Almeno 20.000 mAh | Per chiamare gli altri sopravvissuti | Per ricevere IT-alert e sentire la famiglia |
| Kit di pronto soccorso | Uno completo | I graffi vanno disinfettati (sì, anche quelli) | Tagli, ustioni e piccoli traumi |
| Documenti e contanti | Copie e piccoli tagli | Il POS non funziona alla fine del mondo | Il POS non funziona neanche in un blackout |
Se vuoi la versione completa, con quantità per famiglia, parti dal nostro kit di emergenza per 72 ore e spunta le voci con la checklist 72 ore.
Prepara la casa in un pomeriggio con la Checklist 72 ore
- Cosa avere in casa per blackout, terremoti e alluvioni
- Quantità già calcolate per 4 persone, in 3 livelli di spesa
- Piano di emergenza familiare e calendario delle scadenze
Restare o scappare? La domanda di ogni film
Nei film il gruppo scappa sempre. È lo stesso errore che tante persone fanno davvero: partire in auto senza sapere dove andare, finire in coda, restare senza benzina a metà strada.
Nella maggior parte delle emergenze restare a casa è la scelta più sicura. Si parte solo in due casi: se lo dicono le autorità (evacuazione) o se la casa non è più sicura, per esempio dopo un terremoto, con un incendio o con l’acqua che sale. In quel caso serve uno zaino pronto vicino alla porta, con l’essenziale per 72 ore. Lo chiamano bug out bag e ti spieghiamo come farlo nella guida bug out bag: cosa mettere.
Un consiglio da sceneggiatore: tieni il serbatoio sopra la metà. Ogni film ha la scena dell’auto che si ferma nel momento peggiore. Non darle questa soddisfazione.
Il piano di famiglia: chi va a prendere chi
Il vero caos nei film non sono gli zombie. Sono le persone che non sanno dove sono gli altri. “Ci vediamo a casa” funziona finché la casa è raggiungibile.
- Un punto d’incontro vicino, per esempio il portone o un parco del quartiere.
- Un punto d’incontro lontano, come la casa di un parente in un’altra zona.
- Un contatto fuori città che tutti chiamano per dire “sto bene”: spesso le chiamate lontane passano quando quelle locali sono intasate.
- Chi prende i bambini a scuola e chi si occupa degli animali.
- L’area di attesa del tuo Comune: la trovi nel piano di protezione civile comunale, ed è lì che arrivano gli aiuti veri.
Scrivetelo su un foglio e mettetelo nel kit. Il telefono, alla fine del mondo, finisce sempre la batteria.
Informarsi bene: le voci girano più veloci degli zombie
In un’emergenza vera il nemico più contagioso è la notizia falsa. Messaggi inoltrati, audio di “un amico che lavora in ospedale”, foto vecchie spacciate per nuove. Segui solo le fonti ufficiali: Protezione Civile, il tuo Comune, la Prefettura, i Vigili del Fuoco. In Italia c’è anche IT-alert, il sistema che manda avvisi sul telefono a chi si trova in una zona a rischio: ti spieghiamo come funziona IT-alert.
Tre livelli di preparazione (con prezzi veri)
| Livello | Cosa include | Costo indicativo |
|---|---|---|
| Base: “ho visto un film e mi sono preoccupato” | Acqua per 3 giorni, cibo in scatola, torcia, pile, radio a pile, power bank, kit di pronto soccorso essenziale | 60-120 € |
| Consigliato: “sono il personaggio che sopravvive fino al finale” | Il Base più fornello da campeggio, radio a manovella, filtro per l’acqua, zaino pronto, scorte per 7 giorni, contanti | 250-500 € |
| Avanzato: “ho il bunker, ma con gusto” | Il Consigliato più power station con pannello solare, ricetrasmittenti, scorte per 30 giorni, kit medico completo | da 800 € in su |
Come scegliere l’attrezzatura (senza farsi prendere la mano)
- Prima l’essenziale: acqua, luce, notizie, energia per il telefono. I gadget dopo.
- Semplice batte complicato: una torcia a pile che sai usare vale più di un multiattrezzo da 40 funzioni.
- Controlla le scadenze due volte l’anno: un buon momento è il cambio dell’ora.
- Niente armi improvvisate: nella realtà il pericolo vero è farsi male da soli. Un buon paio di guanti da lavoro è molto più utile.
Funziona anche senza corrente e senza pile: l'ultima voce che ti tiene informato.
Riempila prima che serva: in un'emergenza l'acqua è la prima cosa che manca.
Tiene acceso il telefono per giorni, per avvisi ufficiali e chiamate alla famiglia.
Da tenere pronto vicino alla porta, nel caso si debba uscire in fretta.
Domande frequenti
Un’apocalisse zombie può succedere davvero?
No. Gli zombie sono un’invenzione del cinema e della letteratura. Le emergenze per cui ci si prepara sono altre: blackout, alluvioni, terremoti, ondate di freddo, interruzioni dell’acqua o dei rifornimenti. Lo scenario zombie è solo un modo divertente per pensarci.
Allora perché prepararsi “agli zombie”?
Perché è un buon esercizio. Ti costringe a pensare a cosa succede se resti chiuso in casa per giorni senza servizi e senza negozi. Le risposte (acqua, cibo, luce, notizie, piano familiare) sono le stesse che servono nelle emergenze vere.
Qual è il primo acquisto da fare?
L’acqua. Bastano alcune confezioni di bottiglie o una tanica alimentare. Subito dopo torcia, pile e power bank. Se parti da zero, segui la nostra guida ai primi acquisti in ordine di priorità.
Devo fare scorte enormi?
No. Per la maggior parte delle famiglie bastano scorte per 3-7 giorni, comprate con calma e ruotate nel tempo. Gli acquisti di massa all’ultimo minuto creano proprio gli scaffali vuoti dei film.
Fonti: Centers for Disease Control and Prevention (CDC), “Preparedness 101: Zombie Apocalypse” (2011); Dipartimento della Protezione Civile, campagna “Io non rischio” e indicazioni sui comportamenti in emergenza; Commissione Europea, Preparedness Union Strategy (marzo 2025).

