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Casa resiliente

Monossido di carbonio in casa: controlli e rilevatore prima di riaccendere il riscaldamento

Redazione Come SopravvivereDi Redazione Come SopravvivereOttobre 6, 2026Aggiornato:Ottobre 19, 2026Nessun commento6 min di lettura0 letture
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Fumo che esce dal comignolo di una casa
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In breve

  • Il monossido di carbonio non ha odore né colore: senza un rilevatore non te ne accorgi.
  • Caldaia, stufa e camino vanno controllati prima di riaccenderli per l’inverno.
  • Mai usare bracieri, generatori o fornelli da campeggio in ambienti chiusi.
  • Mal di testa, nausea e sonnolenza in più persone della casa sono un segnale d’allarme.

Indice dell'articolo
  1. Da dove arriva il monossido in casa
  2. Prima di riaccendere: la checklist
  3. Il rilevatore di monossido: perché averne uno
  4. Dove installarlo
  5. I sintomi da riconoscere
  6. Cosa fare se suona l’allarme o sospetti un’intossicazione
  7. Base, Consigliato, Avanzato: quanto spendere
  8. Domande frequenti

Ottobre è il mese in cui si riaccendono caldaie, stufe e camini. In buona parte del Nord Italia il riscaldamento può partire dal 15 ottobre, e anche altrove le prime serate fresche spingono a riattivare gli impianti dopo mesi di fermo. È proprio in queste settimane che le autorità sanitarie ricordano il rischio di intossicazione da monossido di carbonio.

Il monossido (CO) è un gas che si forma quando un combustibile brucia male: metano, GPL, legna, pellet, carbone, benzina. Non si vede, non ha odore e non irrita. Per questo la prevenzione è tutto. In questa guida trovi cosa controllare prima di accendere, come scegliere un rilevatore e cosa fare se suona.

Da dove arriva il monossido in casa

Le fonti più comuni sono quelle che usiamo ogni inverno. Il problema nasce quasi sempre da tre fattori: apparecchio non manutenuto, scarico fumi ostruito, aria di ricambio insufficiente.

Fonte Rischio tipico Prevenzione
Caldaia a gas Combustione difettosa, canna fumaria ostruita Manutenzione periodica da tecnico abilitato
Scaldabagno in bagno o cucina Locale piccolo e poco ventilato Prese d’aria libere, controllo dello scarico
Stufa a pellet o a legna Canna fumaria sporca, tiraggio scarso Pulizia della canna fumaria prima della stagione
Camino aperto Fumo che rientra nella stanza Spazzacamino, serranda aperta finché c’è brace
Bracieri, barbecue, fornelli da campeggio Uso al chiuso Solo all’aperto, mai in casa o in garage
Generatori a benzina, auto accesa in garage Scarichi in ambiente chiuso Sempre all’esterno, lontano da porte e finestre

Prima di riaccendere: la checklist

  • Caldaia: rispetta le scadenze di manutenzione indicate dal libretto di impianto e dal tecnico. Se la caldaia è rimasta ferma a lungo, fai fare un controllo prima del freddo vero.
  • Canna fumaria: per stufe e camini a legna o pellet serve la pulizia prima della stagione. Fuliggine e nidi d’uccello sono cause frequenti di cattivo tiraggio.
  • Prese d’aria: le aperture di ventilazione nei locali con apparecchi a gas sono obbligatorie e non vanno mai chiuse, nemmeno per tenere fuori il freddo.
  • Fiamma: nei fornelli e negli apparecchi a fiamma visibile, una fiamma gialla o arancione invece che blu può indicare una combustione difettosa.
  • Segnali di allarme: fuliggine attorno all’apparecchio, condensa insolita sui vetri, odore di fumo nella stanza. Chiama un tecnico.

Con caldaia e stufa spente, ad esempio durante un blackout, la tentazione è riscaldarsi con mezzi di fortuna. Abbiamo raccolto le soluzioni sicure nella guida su come riscaldare casa senza corrente.

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Il rilevatore di monossido: perché averne uno

Un rilevatore di CO costa quanto una pizza fuori e lavora 24 ore su 24. Suona prima che la concentrazione diventi pericolosa, anche mentre dormi, quando l’intossicazione è più subdola.

Cosa guardare quando lo compri:

  • Norma EN 50291 riportata sulla confezione: è lo standard europeo per i rilevatori domestici di monossido.
  • Sensore elettrochimico e indicazione della durata (in genere 7-10 anni). A fine vita l’apparecchio va sostituito.
  • Alimentazione a batteria o con batteria di riserva, così funziona anche senza corrente.
  • Display con la concentrazione in ppm: non è indispensabile, ma aiuta a capire cosa succede.

Attenzione: un rilevatore di fumo non rileva il monossido. Esistono modelli combinati fumo + CO, comodi se vuoi un solo apparecchio per stanza. Per la prevenzione incendi, vedi anche cosa fare in caso di incendio in casa.

Dove installarlo

  • Nella stanza dove si trova l’apparecchio a combustione (caldaia, stufa, camino), a circa 1-3 metri da esso, seguendo le istruzioni del produttore.
  • Vicino alle camere da letto, in modo da sentire l’allarme durante il sonno.
  • Non accanto a finestre, cappe o prese d’aria, dove le correnti falserebbero la lettura.
  • Non in bagno o in punti con molta umidità, se il produttore lo sconsiglia.

Premi il tasto di test una volta al mese e cambia le batterie quando segnala che sono scariche. Un buon promemoria: fai il controllo quando cambia l’ora, a fine ottobre e a fine marzo.

I sintomi da riconoscere

I primi sintomi dell’intossicazione da monossido sono facili da confondere con un’influenza o con la stanchezza:

  • mal di testa;
  • nausea, vomito;
  • vertigini, sonnolenza, debolezza;
  • confusione, difficoltà a concentrarsi.

Un indizio importante: i sintomi colpiscono più persone della stessa casa (o anche gli animali domestici) e migliorano quando si esce all’aperto. Bambini, anziani, donne in gravidanza e persone con malattie cardiache o respiratorie sono più vulnerabili.

Cosa fare se suona l’allarme o sospetti un’intossicazione

  1. Apri subito porte e finestre per far entrare aria.
  2. Spegni, se possibile senza perdere tempo, gli apparecchi a combustione.
  3. Esci all’aperto con tutte le persone e gli animali della casa.
  4. Chiama il 112 (o il 115 dei Vigili del Fuoco) se qualcuno ha sintomi o se l’allarme continua.
  5. Non rientrare finché un tecnico o i soccorritori non hanno verificato la causa.

Tieni a portata di mano anche un kit di pronto soccorso, ma ricorda che l’intossicazione da monossido richiede sempre una valutazione medica, anche se i sintomi passano.

Base, Consigliato, Avanzato: quanto spendere

Livello Cosa comprende Costo indicativo
Base 1 rilevatore di CO a batteria vicino alla caldaia o alla stufa 20-40 €
Consigliato 2-3 rilevatori (locale caldaia, zona notte, stanza con stufa) + manutenzione annuale programmata 60-150 € più il costo del tecnico
Avanzato Rilevatori combinati fumo + CO interconnessi o smart con notifica sul telefono, pulizia professionale della canna fumaria 150-400 € più spazzacamino
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Se senti odore di gas, i gesti da fare sono diversi: leggi cosa fare in caso di fuga di gas in casa.

Domande frequenti

Il rilevatore di gas metano rileva anche il monossido?

No. Il rilevatore di metano o GPL segnala una fuga di gas combustibile; il monossido è un prodotto della combustione. Sono due apparecchi diversi, salvo i modelli combinati che lo dichiarano esplicitamente.

Posso usare un fornello da campeggio in casa durante un blackout?

No, i fornelli a gas o a combustibile solido da campeggio sono pensati per l’esterno. Al chiuso producono monossido. Usali su un balcone aperto o in giardino, lontano da porte e finestre.

Ogni quanto si cambia il rilevatore di CO?

Quando arriva a fine vita, che il produttore indica sulla confezione o sull’apparecchio (spesso 7-10 anni). Molti modelli emettono un segnale apposito.

Se la caldaia è nuova serve comunque il rilevatore?

È comunque consigliato. Anche un impianto nuovo può avere problemi allo scarico fumi, per esempio per una canna ostruita o per vento forte. Il rilevatore è un’assicurazione economica.

Fonti: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Vigili del Fuoco, norma europea EN 50291 per i rilevatori domestici di monossido di carbonio, DPR 74/2013 sui periodi di accensione degli impianti termici.

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