- Il monossido di carbonio non ha odore né colore: senza un rilevatore non te ne accorgi.
- Caldaia, stufa e camino vanno controllati prima di riaccenderli per l’inverno.
- Mai usare bracieri, generatori o fornelli da campeggio in ambienti chiusi.
- Mal di testa, nausea e sonnolenza in più persone della casa sono un segnale d’allarme.
Ottobre è il mese in cui si riaccendono caldaie, stufe e camini. In buona parte del Nord Italia il riscaldamento può partire dal 15 ottobre, e anche altrove le prime serate fresche spingono a riattivare gli impianti dopo mesi di fermo. È proprio in queste settimane che le autorità sanitarie ricordano il rischio di intossicazione da monossido di carbonio.
Il monossido (CO) è un gas che si forma quando un combustibile brucia male: metano, GPL, legna, pellet, carbone, benzina. Non si vede, non ha odore e non irrita. Per questo la prevenzione è tutto. In questa guida trovi cosa controllare prima di accendere, come scegliere un rilevatore e cosa fare se suona.
Da dove arriva il monossido in casa
Le fonti più comuni sono quelle che usiamo ogni inverno. Il problema nasce quasi sempre da tre fattori: apparecchio non manutenuto, scarico fumi ostruito, aria di ricambio insufficiente.
| Fonte | Rischio tipico | Prevenzione |
|---|---|---|
| Caldaia a gas | Combustione difettosa, canna fumaria ostruita | Manutenzione periodica da tecnico abilitato |
| Scaldabagno in bagno o cucina | Locale piccolo e poco ventilato | Prese d’aria libere, controllo dello scarico |
| Stufa a pellet o a legna | Canna fumaria sporca, tiraggio scarso | Pulizia della canna fumaria prima della stagione |
| Camino aperto | Fumo che rientra nella stanza | Spazzacamino, serranda aperta finché c’è brace |
| Bracieri, barbecue, fornelli da campeggio | Uso al chiuso | Solo all’aperto, mai in casa o in garage |
| Generatori a benzina, auto accesa in garage | Scarichi in ambiente chiuso | Sempre all’esterno, lontano da porte e finestre |
Prima di riaccendere: la checklist
- Caldaia: rispetta le scadenze di manutenzione indicate dal libretto di impianto e dal tecnico. Se la caldaia è rimasta ferma a lungo, fai fare un controllo prima del freddo vero.
- Canna fumaria: per stufe e camini a legna o pellet serve la pulizia prima della stagione. Fuliggine e nidi d’uccello sono cause frequenti di cattivo tiraggio.
- Prese d’aria: le aperture di ventilazione nei locali con apparecchi a gas sono obbligatorie e non vanno mai chiuse, nemmeno per tenere fuori il freddo.
- Fiamma: nei fornelli e negli apparecchi a fiamma visibile, una fiamma gialla o arancione invece che blu può indicare una combustione difettosa.
- Segnali di allarme: fuliggine attorno all’apparecchio, condensa insolita sui vetri, odore di fumo nella stanza. Chiama un tecnico.
Con caldaia e stufa spente, ad esempio durante un blackout, la tentazione è riscaldarsi con mezzi di fortuna. Abbiamo raccolto le soluzioni sicure nella guida su come riscaldare casa senza corrente.
Prepara la casa in un pomeriggio con la Checklist 72 ore
- Cosa avere in casa per blackout, terremoti e alluvioni
- Quantità già calcolate per 4 persone, in 3 livelli di spesa
- Piano di emergenza familiare e calendario delle scadenze
Il rilevatore di monossido: perché averne uno
Un rilevatore di CO costa quanto una pizza fuori e lavora 24 ore su 24. Suona prima che la concentrazione diventi pericolosa, anche mentre dormi, quando l’intossicazione è più subdola.
Cosa guardare quando lo compri:
- Norma EN 50291 riportata sulla confezione: è lo standard europeo per i rilevatori domestici di monossido.
- Sensore elettrochimico e indicazione della durata (in genere 7-10 anni). A fine vita l’apparecchio va sostituito.
- Alimentazione a batteria o con batteria di riserva, così funziona anche senza corrente.
- Display con la concentrazione in ppm: non è indispensabile, ma aiuta a capire cosa succede.
Attenzione: un rilevatore di fumo non rileva il monossido. Esistono modelli combinati fumo + CO, comodi se vuoi un solo apparecchio per stanza. Per la prevenzione incendi, vedi anche cosa fare in caso di incendio in casa.
Dove installarlo
- Nella stanza dove si trova l’apparecchio a combustione (caldaia, stufa, camino), a circa 1-3 metri da esso, seguendo le istruzioni del produttore.
- Vicino alle camere da letto, in modo da sentire l’allarme durante il sonno.
- Non accanto a finestre, cappe o prese d’aria, dove le correnti falserebbero la lettura.
- Non in bagno o in punti con molta umidità, se il produttore lo sconsiglia.
Premi il tasto di test una volta al mese e cambia le batterie quando segnala che sono scariche. Un buon promemoria: fai il controllo quando cambia l’ora, a fine ottobre e a fine marzo.
I sintomi da riconoscere
I primi sintomi dell’intossicazione da monossido sono facili da confondere con un’influenza o con la stanchezza:
- mal di testa;
- nausea, vomito;
- vertigini, sonnolenza, debolezza;
- confusione, difficoltà a concentrarsi.
Un indizio importante: i sintomi colpiscono più persone della stessa casa (o anche gli animali domestici) e migliorano quando si esce all’aperto. Bambini, anziani, donne in gravidanza e persone con malattie cardiache o respiratorie sono più vulnerabili.
Cosa fare se suona l’allarme o sospetti un’intossicazione
- Apri subito porte e finestre per far entrare aria.
- Spegni, se possibile senza perdere tempo, gli apparecchi a combustione.
- Esci all’aperto con tutte le persone e gli animali della casa.
- Chiama il 112 (o il 115 dei Vigili del Fuoco) se qualcuno ha sintomi o se l’allarme continua.
- Non rientrare finché un tecnico o i soccorritori non hanno verificato la causa.
Tieni a portata di mano anche un kit di pronto soccorso, ma ricorda che l’intossicazione da monossido richiede sempre una valutazione medica, anche se i sintomi passano.
Base, Consigliato, Avanzato: quanto spendere
| Livello | Cosa comprende | Costo indicativo |
|---|---|---|
| Base | 1 rilevatore di CO a batteria vicino alla caldaia o alla stufa | 20-40 € |
| Consigliato | 2-3 rilevatori (locale caldaia, zona notte, stanza con stufa) + manutenzione annuale programmata | 60-150 € più il costo del tecnico |
| Avanzato | Rilevatori combinati fumo + CO interconnessi o smart con notifica sul telefono, pulizia professionale della canna fumaria | 150-400 € più spazzacamino |
Scegli un modello a batteria con sensore elettrochimico e durata dichiarata.
Un solo apparecchio per due rischi: utile in soggiorno se hai camino o stufa.
Utile per la manutenzione ordinaria di stufe piccole; per camini e canne lunghe meglio lo spazzacamino.
Se senti odore di gas, i gesti da fare sono diversi: leggi cosa fare in caso di fuga di gas in casa.
Domande frequenti
Il rilevatore di gas metano rileva anche il monossido?
No. Il rilevatore di metano o GPL segnala una fuga di gas combustibile; il monossido è un prodotto della combustione. Sono due apparecchi diversi, salvo i modelli combinati che lo dichiarano esplicitamente.
Posso usare un fornello da campeggio in casa durante un blackout?
No, i fornelli a gas o a combustibile solido da campeggio sono pensati per l’esterno. Al chiuso producono monossido. Usali su un balcone aperto o in giardino, lontano da porte e finestre.
Ogni quanto si cambia il rilevatore di CO?
Quando arriva a fine vita, che il produttore indica sulla confezione o sull’apparecchio (spesso 7-10 anni). Molti modelli emettono un segnale apposito.
Se la caldaia è nuova serve comunque il rilevatore?
È comunque consigliato. Anche un impianto nuovo può avere problemi allo scarico fumi, per esempio per una canna ostruita o per vento forte. Il rilevatore è un’assicurazione economica.
Fonti: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Vigili del Fuoco, norma europea EN 50291 per i rilevatori domestici di monossido di carbonio, DPR 74/2013 sui periodi di accensione degli impianti termici.

